Lettera aperta di padre Benjamin a Giuseppe Giulietti

ARTICOLO 21

 

            Su istruzione dellĠAzienda

 

            Il 24 gennaio u.s. un amico giornalista, Franco Guarino, mi ha invitato ad accompagnarlo ad Acquasparta per assistere al convegno di ARTICOLO 21 dedicato alla Òlibertˆ dellĠinformazioneÓ, ho esitato, poi mi sono detto ÒperchŽ no, sarˆ certamente interessante, e poi Acquasparta non  poi cos“ lontano da AssisiÓ. Ho fatto bene, il Convegno di ARTICOLO 21  stato molto interessante. Molti i giornalisti presenti. Ne conosco alcuni personalmente. Uomini e donne di buona fede, competenti, attenti professionisti dellĠInformazione, tutti certamente con una grande voglia di libertˆ di informare, se non ci fosse questa santa necessitˆ di dover sempre seguire le Òistruzioni dellĠAziendaÓ.

 

            Ascoltavo gli interventi: gente della RAI, di reti private, della stampa, di Associazioni. Tutti a sognare unĠinformazione libera, aperta, svincolata dagli interdetti, affrancata dai voti di obbedienza allĠAzienda. Alcuni mi hanno persino fatto tenerezza, perchŽ erano sinceri, autentici, ma apparivano soffocati dalle restrizioni e dai divieti: questo si pu˜ dire, ma non cos“; di questo  meglio non parlarne; questo non  rilevante; questo nome  meglio non farlo, e cos“ via.

 

            Capirai, Giuseppe, che nel contesto di questi interventi mi sono ritornati in mente alcuni fatti, di quando pubblicavo libri sulla situazione della popolazione sotto embargo in Iraq, sulla povera gente sotto le bombe, vittima della contaminazione da uranio impoverito. Quando denunciavo in varie conferenze e interventi televisivi la veritˆ su quando accadeva realmente in Iraq. Non relazioni prese da Internet, ma vissute personalmente sul terreno in Iraq, parlando con la gente, da nord a sud del Paese, discutendo con responsabili religiosi Cristiani, Musulmani, Curdi, incontrando medici negli ospedali, il ministro della Sanitˆ, intrattenendomi con Tareq Aziz.

 

            Quando riferivo durante trasmissioni televisive sulla realtˆ obiettiva della situazione della popolazione in Iraq, nessuno mi ha contestato. Ho pubblicato tre libri in Italia, Francia e Svizzera, realizzato due documentari (e altre 200 ore di riprese sullĠIraq dal 1998 al 2003), ho violato lĠembargo in aereo con Vittorio Sgarbi, sono stato convocato dalla Camera dei deputati dalla Commissione Affari Esteri (luglio 1999), invitato anche ad intervenire al Parlamento inglese (House of Commons) e non ho mai ricevuto una email, una lettera, una telefonata che contestava quello che avevo detto, scritto o testimoniato. PerchŽ dicevo la veritˆ, nella libertˆ che mi  stata conferita con il sacerdozio.

 

            Ti sorprendo quando dico che non mi ha contestato nessuno? Invece  cos“, non mi contestavano a ÒPorta a portaÓ, le risposte che mi sentivo dire erano ÒLei  anti-americano. Lei  pro-SaddamÓ. Anche Marco Panella durante una trasmissione disse ÒTu sei il Vicario di Saddam HusseinÓ- Queste battute (poco felici) non erano contestare quello che dicevo, perchŽ non rispondevano in merito alle mie affermazioni sullĠembargo o lĠuranio impoverito. Erano espressioni di chi non aveva argomentazioni, di chi non era informato, di chi non poteva dimostrare il contrario di quello che dicevo, di chi non voleva sapere la veritˆ, di chi prestava servizio alla Nomenclatura al potere.

 

            La libertˆ dellĠinformazione, come sai, passa per la Veritˆ dellĠinformazione. PerchŽ  la Veritˆ che rende liberi, secondo le parole del Maestro.

 

Per˜, quale veritˆ? Quando i Media riportavano montagne di menzogne ripetute ogni giorno, ad esempio sulle inesistenti armi di sterminio di Saddam Hussein, o sullĠuranio della Niger, falsi documenti fabbricati dai Servizi? Manipolare lĠopinione pubblica non  essere libero,  essere schiavi della menzogna. Ho consacrato ore di conferenze pubbliche per chiarire la veritˆ sulla questione irachena, per contestare le bugie dellĠenorme macchina dellĠinganno, della disinformazione, della manipolazione delle coscienze.

 

Invece a padre Benjamin che diceva la veritˆ (e lo dimostrava con documenti e filmati), per due volte nel febbraio 2003,  stata cancellata la partecipazione a una trasmissione e  un dibattito sulla RAI. Una volta (era per una trasmissione su RAIDUE ÒDodicesimo roundÓ, stavo arrivando allo studio Rai in macchina quando mi chiama il produttore, con grande imbarazzo, per dirmi che la mia partecipazione era stata cancellata. Insistendo io per saperne di pi, mi rispose Ònon  stata cancellata da noi padre, ma su istruzione dellĠAziendaÓ. Democratie oblige!

 

Il 12 febbraio 2003 lĠex Vice primo ministro dellĠIraq, Tareq Aziz, con il suo arrivo a Roma era stato invitato a partecipare la stessa sera a ÒPorta a portaÓ. Lo stavo aspettando a Fiumicino quando mi chiama il produttore della trasmissione di Bruno Vespa. Stupore! Mi sento dire ÒCi dispiace padre ma Tareq Aziz non pu˜ partecipare alla nostra trasmissione, ma Lei pu˜ venire al posto suoÓ. Anche qui insistendo per saperne di pi, mi sento dire ÒLa partecipazione del ministro non  stata cancellata da me o da Bruno Vespa, ma Tareq Aziz non  autorizzato a mettere i piedi nei studio della RAI, su istruzione dellĠAziendaÓ. Aggiungendo Òmi raccomando padre di essere discreti con la stampa sulla questione, per evitare inutili polemicheÓ.

 

 Et voilˆ! Caro Giuseppe, dietro la maschera della Democrazia si nascondeva giˆ il diavoletto della dittatura.

 

            Un visto per Baghdad

 

Si seguivano a ritmo sostenuto gli interventi. Tutti ascoltavano molto attentamente. La sala del convegno era piena. Ogni tanto il mio sguardo passeggiava sui partecipanti. Alcuni dei giornalisti presenti mi conoscevano. Soprattutto quelli che mi avevano contattato (tra il 1999 e 2003) perchŽ avevano difficoltˆ a ottenere un visto dellĠAmbasciata dellĠIraq a Roma. Allora padre Benjamin faceva quanto poteva per aiutare. E lĠha sempre fatto, per tutti, e cio in quattro anni per circa una ventina di giornalisti della stampa e della televisione. Meglio, chiedevano anche a padre Benjamin dei consigli, contatti, suggerimenti.

 

Quale fu il mio stupore quando un giorno del maggio 2004 due persone di fiducia vengono a riferirmi che alcuni giornalisti avevano diffuso la voce che padre Benjamin, per aiutare a procurarsi  un visto, chiedeva dei soldi. Evidentemente non hanno voluto fare dei nomi. Non ho mai potuto verificare, ma ne sono veramente rimasto male, perchŽ ho sempre fatto quello che potevo, cortesemente e in modo disinteressato.

 

            Un processo in due anni

 

            Non voglio essere abusivo della tua pazienza e del tuo tempo. Nel contesto di Veritˆ e Informazione vorrei dimostrarti che alcune volte i processi si possono fare in due anni.

 

Nel marzo 2004 ero a Damasco, invitato ad intervenire nella Moschea Abu Nour, durante la preghiera del venerd“ mattina. Intervento trasmessi anche dalla televisione di Stato. Io prediligo costruire il dialogo con i Musulmani sul terreno, a mezzo a loro.

 

Ricevo una telefonata da una Radio privata italiana che mi chiedeva se avessi letto un articolo di Magdi Allam pubblicato nel Corriere della Sera. Risposi negativamente, chiedendo di voler inviarmi via fax lĠeditoriale a Damasco. LĠarticolo riferiva che Òa preoccupare le nostre forze di sicurezza, dopo lĠassassinio dello sceicco Yassin non sarebbero solo le moschee, ma anche lĠampia rete di intesa ideologica e collaborazione fattiva che accomuna gli integralisti islamici a forze di estrema sinistra e di estrema destra in ItaliaÓ. Tra i nomi dei membri del Consiglio permanente dei Òsedicenti Comitati per la resistenza del popolo irachenoÓ costituiti nella fine del 2003, era incluso anche il nome di padre Benjamin. Cio, per Magdi Allam, padre Benjamin faceva parte di unĠassociazione di estremisti islamici.

 

In una lettera in data del 31 marzo 2003, invitavo il direttore del Corriere, Stefano Folli, ai sensi dellĠart. 8 L.08/02/48 n. 47 a rettificare in testa di pagina e nella stessa che ha riportato la ÒnotiziaÓ di Magdi Allam, per ristabilire la veritˆ, specificando che ero sempre un sacerdote della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana. Nessuna risposta alla mia lettera. Scrivi a sua volta il mio avvocato. Anche per lui nessuna risposta. Denuncia e processo.

 

 Due anni dopo arriva la sentenza del Tribunale di Milano che condanna il Corriere della Sera a risarcire padre Benjamin per danni morali. Mi  stato anche notificato che potevo esigere la pubblicazione della sentenza sul Corriere della Sera.  Rifiutai, per ragioni di etica, anche per non fare apparire la cosa come una sorta di ÒvendettaÓ. Oramai sono passati diversi anni e di fronte a questa grande voglia di libertˆ e veritˆ che tira nellĠaria, ho pensato appropriato riferirti quanto sopra.

 

Se Magdi Allam avesse seguito la deontologia del giornalismo, avrebbe evitato un processo al Corriere della Sera, chiamandomi prima di redigere il suo articolo.

 

 

 

 

 

 

            ÒOil for foodÓ, il petrolio di Saddam

 

Caro Giuseppe, tu che sei un uomo sensibile ed integro, ecco una altra faccenda che non ti lascerˆ indifferente. Ne sono sicuro.

 

Dopo lĠinvasione americana dellĠIraq, in alcuni articoli pubblicati nella stampa, padre Benjamin  stato accusato di aver ricevuto Òallocazioni di barili di petrolioÓ dal governo di Saddam Hussein. In veritˆ, alla fine del 2001, quando Benjamin era stato informato di queste allocazioni, le aveva categoricamente rifiutato. Il 25 gennaio 2002 egli scrisse una lettera a Tareq Aziz per rifiutare ufficialmente lĠofferta.

 

Nel gennaio 2005, Benjamin consegnava agli ispettori della Commissione delle Nazioni Unite la copia della lettera che aveva inviato a Tareq Aziz. Dopo unĠinchiesta degli ispettori dellĠONU condotta a Baghdad presso il Ministero del petrolio e presso alcuni funzionari iracheni, il rapporto della Commissione conferma ci˜ che Benjamin aveva sempre dichiarato, cio che egli non ha mai accettato le allocazioni di petrolio come anche qualsiasi sostegno economico da parte dellĠIraq.

 

Il 27 ottobre 2005, il Comitato Indipendente dĠInchiesta ÒOil for FoodÓ dellĠONU ha pubblicato il suo rapporto definitivo. Si pu˜ leggere alle pagine 100 e 101 del secondo volume del Rapporto dellĠONU la conclusione degli ispettori:

ÒUn funzionario iracheno che allĠepoca era responsabile delle allocazioni, ha confermato che padre Benjamin non ha mai chiesto allocazioni di petrolioÓ

e pi avanti:

ÒNel gennaio 2002, quando unĠallocazione sussidiaria gli era stata offerta per sostenere le Òsue attivitˆ e progetti in favore del popolo irachenoÓ, padre Benjamin ha confermato ai funzionari della SOMO e al sig. Tareq Aziz, di persona e per iscritto, che non poteva accettare alcuna allocazione di petrolio. I registri del Ministero del petrolio confermano che, nonostante allocazioni per un totale di 5,5 milioni di barili siano state concesse a padre Benjamin tra la fase XI e XIII, alcuna allocazione  stata mai toccataÓ.

 

Vedi Giuseppe come alcuni giornalisti si preoccupano per i danni morali che provocano quando pubblicano notizie faziose o distorte della realtˆ, perchŽ dopo la pubblicazione del rapporto dellĠONU, non cĠ stato un solo giornalista in Italia a smentire quello che avevano scritto per discreditare padre Benjamin.

 

Devo confessare che in realtˆ, padre Benjamin,  stato il pi sciocco, direi anche il pi stupido, perchŽ le allocazioni di petrolio, anche a privati, erano perfettamente legali e conformi alle normative ONU sullĠembargo allĠIraq. Tutte le allocazioni che sono state comprate dalle societˆ petrolifere sono state INTERAMENTE pagate allĠIraq e non a chi aveva ricevuto le allocazioni, come lĠhanno fatto credere alcuni giornalisti. E la commissione al broker (divisa a metˆ con chi aveva ricevuto lĠallocazione) sono state tutte pagate dalle compagnie petrolifere, non dallĠIraq.

 

Questa  la realtˆ: allĠIraq  stato pagata lĠintera somma di tutte le allocazione di petrolio e le commissioni (come accade in tutte le Borse nel mondo) sono state pagate dalle compagnie e non dallĠIraq.

 

La prova che tutta la questione delle allocazioni di petrolio era legale  che fino ad oggi nessuno di quelli che hanno ricevuto allocazioni di petrolio (e sono centinaia) sono stato processati o condannati. Invece hanno incassato, legalmente, le commissioni versate dalle Compagnie petrolifere.

 

 

            Un capo lavoro straordinario

 

Per concludere, e ti ringrazio di avermi letto fino a qui, vorrei cogliere lĠoccasione per fare un piccolo bilancio allĠindomani della ÒliberazioneÓ del popolo iracheno:

 

á       Saddam Hussein, che era uno scudo contro la Repubblica Islamica dellĠIran  stato tolto e si  instituita in Iraq una Repubblica Sciita su modello Iraniano, con grande gioia di Teheran e degli Hezbollah, che ringraziano.

 

á       Mentre cercavano in Iraq inesistenti armi di distruzione di massa, lĠIran, tranquilla e serena, costruiva le sue centrali nucleari. Questo  uno degli aspetti pi interessanti.

 

á       Con la nuova e democratica Repubblica Sciita irachena le donne devono rimettere il velo e i negozi cristiani che vendevano alcool hanno dovuto chiudere.

 

á       Oltre 400.000 cristiani hanno lasciato lĠIraq. Molti preti, suore e religiosi sono stati ammazzati. LĠIraq, dal 1150 era un esempio di dialogo tra Cristiani e Musulmani. Sono stati distrutti nove secoli di dialogo e coabitazione inter-religiosa.

 

á       Il laico Saddam Hussein odiava Osama Bin Laden e non tollerava gli estremisti islamici sul territorio iracheno. Reciprocamente, Bin Laden detestava Saddam Hussein, il quale aveva puro un Vice primo ministro cristiano: Tareq Aziz.

 

á       Il Pentagono ha dichiarato per tre volte (dal 2004 ad oggi) che lĠIraq non era implicata nei attentati dellĠ11 settembre e non aveva relazioni con Al Qaeda. Nel 2005, George W. Bush, in una intervista su una rete televisiva americana ha dichiarato che lĠIraq non cĠentrava niente con lĠ11 settembre. Fantastica rivelazione, dopo aver pronunciato, prima dellĠinvasione militare dellĠIraq nel marzo 2003, esattamente 232 interventi e discorsi pubblici con bugie e false dichiarazioni!

 

á       Ho a disposizione di Articolo 21 e dei giornalisti, una lista dei nomi di oltre 400 professori di universitˆ ed insegnanti che sono stati assassinati (dal 2003 ad oggi) allĠuscita della scuola o dellĠuniversitˆ, anche a casa loro, perchŽ criticavano durante le lezioni il governo iracheno o lĠoccupazione militare dellĠIraq.  Ammazzati da chi? Risposta: dai cosiddetti ÒCommandi della MorteÓ, forze para-militari organizzate dal Ministero dellĠInterno. Lo stesso Ministero che recentemente  saltato in aria. Guarda caso!

 

á       Voi sapere cosa  successo durante le ultime democratiche elezioni in Iraq? Questo, se vuoi, te lo dir˜ a voce; non vorrei ritrovarmi con un ÒCommandoÓ sotto casa.

 

á       Non hanno fatto il processo a Saddam Hussein per il massacro dei Curdi di Halabja e non si  saputo niente del processo di Al“ il chimico! In realtˆ, esiste unĠinchiesta ufficiale: il rapporto presentato al Congresso americano nel 1989. Rapporto di 97 pagine realizzato dal Strategic Studies Institute dellĠU.S. Army War College di Pennsylvania e condotta da Stephen C. Pelletiere (Civile), Douglas V. Johnson II (Esercito), Leif R. Rosenberger (Esercito), con analisi dei tessuti umani delle vittime in laboratorio dellĠIstituto militare americano. EĠ stato molto difficile trovare e procurarsi una copia di questo rapporto, perchŽ allĠindomani della guerra del Golfo, nel 1991, questo rapporto sullĠinchiesta di Halabja  sparito delle pubblicazioni dellĠ U.S Army War College (ufficialmente per Sicurezza dello Stato). Strano, chissˆ perchŽ! In realtˆ, lĠinchiesta ( e cio il Rapporto presentato al Congresso) rivela che non  stata lĠIraq autore della strage di Halabja.

 

á       Infine, il bilancio: con lĠembargo contro lĠIraq, dal 1991 al 2003, 1.600.000 morti (rapporto dellĠONU). DallĠinvasione americana del 2003 ad oggi, oltre un milione di morte (British Polling Agency di Londra). Totale: 2.600.000 morti e milioni di feriti. La libertˆ non ha prezzo.

 

E bello,  importante,  doveroso parlare e difendere la liberta dellĠinformazione, ma  solo la Veritˆ che rende lĠuomo libero.

 

Ti saluto cordialmente.


           Jean-Marie Benjamin

Assisi, 4 febbraio 2010

 

 

 

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